L'Architettura delle competenze: 3 errori strutturali che sabotano il tuo posizionamento high-ticket

Molte professioniste sono ferme al medesimo fatturato, ai medesimi prezzi ed alla medesima clientela e giustificano la loro situazione con vari motivi. Però non si accorgono che restano ferme e non cambiano metodo. 

Se ti ritrovi in quella situazione di stallo, ti faccio rilevare che è il tuo sistema attuale a produrre quei risultati. Pertanto: se continui ad utilizzare il medesimo sistema che utilizzi in questo momento, puoi solo generare i medesimi risultati di ora. Ma quale metodo utilizzare per andare oltre i tuoi attuali risultati di fatturato, di clientela e di profitto?

Non è la qualità del tuo servizio ma la struttura che lo sorregge. Se sei una coach o consulente con più di dieci anni di esperienza, hai le competenze per dominare il mercato ma adotti un modello di business che ti incastra in risultati che non valorizzano ciò che sai.

I tre errori di sistema che solo un approccio di Architettura del business può scardinare

Esistono tre principali errori strutturali che agiscono come un freno a mano tirato sul tuo posizionamento e se non scardini quelle dinamiche alla radice, ogni sforzo di marketing sarà solo un tentativo di costruire una casa su fondamenta che non possono reggerne il peso. Analizziamo come queste cause generano clienti inadeguati, profitto modesto e quale soluzione architettonica adottare per dar merito al tuo valore di coach o consulente esperta.

1. L'illusione delle tecniche mancanti

Molte professioniste pensano che siano gli strumenti digitali a fare la differenza nella monetizzazione e così hanno probabilmente comprato corsi di vario genere che promettevano "risultati a 6 cifre in 24 ore" ed ottenuto template preimpostati, strategie per fare balletti sui social o consigli su come "attrarre abbondanza".

Il risultato: è stato deludente perchè la bacchetta magica non esiste ed hanno perso fiducia nei "corsi" senza considerare se erano professionali ed esperti.

I motivi: gli strumenti digitali, i balletti nei reels oppure il copy non servono a monetizzare se non sono inseriti in un sistema di monetizzazione che genera vendite perchè le vendite si creano. Ballare o chiedere di commentare 'BNJHGUI' sotto i post, oppure ripetere 3 volte 'grazie' non sono tecniche di vendita nè di monetizzazione se usate senza metodo.

2. Stai pensando "Il mio lavoro è troppo complesso e non c'è soluzione"

Più una professionista è esperta e più crede che il suo lavoro/materia sia unico e complesso. Quello la blocca nell'evoluzione verso un modello di business che valorizzi il suo lavoro e lo renda semplice da comunicare e vendere.

Il risultato di quel punto di vista è che tutto resta com'è: fatturato, clienti, profitto. Praticamente è auto-sabotaggio.

I motivi stanno nella paura di non riuscire a sviscerare una soluzione o di impedirsi di trovarla. Si auto-boicottano perchè restare nello status quo è confortante. Il cambiamento spaventa molte professioniste (anche del coaching). Facilmente non hai trovato chi ha capito le tue paure e ti ha guidato a superarle con comprensione e metodo poichè è fattibile. Non ti imbarazzare perchè la paura del cambiamento è un aspetto comune alla razza umana in generale. Però se non lo affronti o lo resisti non ti puoi aspettare dei risultati differenti.

3. Gli standards di cifre

Guadagnare di più spaventa molte professioniste. Ho visto clienti provare ansia perchè iniziavano a vedere arrivare più soldi nel loro business. Perchè? Perchè il denaro evoca emotività e schemi mentali che possono anche essere disagevoli.

Passare da 300€ a 10.000€ di incassi per ogni cliente terrorizza molte professioniste. Pensi di no? Bene, allora, significa che li realizzi! Molte professioniste hanno paura di perdere i pochi clienti che hanno se alzano i prezzi, oppure temono di non essere all'altezza di cifre di fascia alta.

Il risultato è che molte professioniste preferiscono il modello conosciuto (lavorare troppo per poco)  rispetto all'incertezza di un nuovo modello di business. Il motivo è che non intravedono come cambiare la situazione e come strutturare un modello di business che le farebbe guadagnare di più lavorando meno. Pensano sia una "chimera" irraggiungibile.

4. La convinzione che tanto lavoro = successo

Molte professioniste hanno così tanto lavoro a basso costo che pensano che quello sia il successo perchè hanno interiorizzato che si guadagna lavorando sodo. Non è sbagliato lavorare sodo ma è errato pensare che sia una necessità oberarsi di lavoro, soprattutto quando avviene senza grande profitto.

Il risultato: consumano tante ore di lavoro con una tariffazione sotto la media di mercato, gestiscono molti clienti ma non qualificati e si adagiano nel comfort di quella situazione per paura di perderla.

Il motivo è che non pensano imprenditorialmente sebbene siano lavoratrici autonome. Restano nello scambio tempo-denaro come se fossero impiegate nel loro stesso business e non studiano strade per uscire da quel loop. Eppure ci sono metodi per realizzare un business profittevole con maggiore tempo per sè pur restando una lavoratrice autonoma, è solo questione di visione, struttura e mindset

Da professionista a Solopreneur: il salto di qualità dalla vendita di ore agli Asset Digitali

Se nel tuo business di coaching o consulenza online ti ritrovi in stallo: con i medesimi risultati di fatturato, di qualità di clientela e di saldo di conto corrente bancario, ora conosci le cause e le soluzioni. Fai una pausa e rifletti che se non hai ancora risolto la situazione è perché facilmente hai cercato motivazione o semplici strumenti dove serviva ingegneria personale e di business.

Se non afferri che ti servono personalità imprenditoriale, visione a lungo termine, struttura e metodo, ti sembrerà sempre che necessiti di uno script magico oppure un nuovo lead magnet per risolvere una situazione che invece ha radici più profonde.

Con il medesimo operare che usi ora potrai solo ottenere i medesimi risultati, se però intendi cambiare rotta: iniziamo col►tracciare la via d'uscita.


Ti auguro il successo che desideri,
Iolanda


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