Questo è il vostro potere per ricchezza, prosperità e gioia

Il potere che vi permette di creare ricchezza e gioia senza limiti

Nel mio precedete articolo ho mostrato come il perdono, ossia un cambiamento di attitudine mentale, provoca una modifica delle circostanze ed ora ve ne mostro le motivazioni.

La ragione fondamentale dietro ogni manifestazione giace nel fatto che la 'creazione è finita' e sta nell'Uomo, il quale sceglie ciò che vive attraverso il suo stato di coscienza. Questo concetto è piuttosto frainteso ed alterato, oppure non è per nulla conosciuto, cosicché molti parlano dell'Uomo come co-creatore o creatore della sua vita ma questi concetti sono imprecisi.

La creazione è finita e sta nell'essere umano nella sua interezza. L'essere umano sceglie tra infinite possibilità che sono rappresentate da infiniti stati dell'essere ed incarnandoli dá loro vita permettendo loro la manifestazione fisica ma non crea gli stati dell'essere, essi esistono in eterno latenti in ognuno.

Da solo uno stato dell'essere non può manifestarsi, necessita di parentela umana, il fattore operante è l'Uomo, senza l'essere umano la coscienza è inoperante, non può manifestarsi.

Nella Bibbia sta scritto: 'Egli ha messo l'eternitá nella mente dell'Uomo', la parola eternità, spesso tradotta con la parola "mondo" è l'ebraica 'owlam, ed ha un significato che non è temporale nè spaziale, ma simboleggia tutto ciò che esiste, il continuo presente, l'eterno, ma anche tutto ciò che è celato: 'Egli ha messo l'eternitá nella mente dell'uomo, eppur così che egli non possa trovare ciò che Dio ha fatto dall'inizio alla fine.', cosicché l'eterna creazione esiste nella mente dell'essere umano, il quale contiene ciò che tutta l'umanità ha fatto dall'inizio alla fine poiché in questo passo biblico, la parola 'dio' è l'ebraica 'elohiym, parola plurale (una pluralità di anime).

L'essere umano è ologramma dell'intera creazione

L'Uomo è pertanto l'ologramma dell'infinito eterno, senza spazio e senza tempo, e lo utilizza nell'esperienza fisica attingendovi attraverso la sua immaginazione perché è quello lo strumento con cui entra in contatto con l'eterno, con gli infiniti stati dell'essere che stanno nella sua mente. 

Questa è l'esperienza che lo porta a scoprire se stesso ed identificarsi con il Creatore, non a diventarlo ma a riscoprire che già lo è! È quindi molto diverso dal diventare un creatore poiché il concetto di separazione dal creatore è un concetto che si risolve nell'identificazione con lui. Il creatore è la stessa creazione, la quale è finita e sta nell'essere umano nella sua interezza.

Questo è il piano della redenzione dell'Uomo, di ogni essere umano: ritornare al Padre non solo come unità ma come riscoperta.
È è l'unico destino pre-determinato e non può fallire di compiersi perché l'Uno eterno, l' 'elohiym, non può essere diviso. L'umanità intera compone quella unità indivisibile anche nella sua esperienza fisica.

Avendo in sé tutto ciò che esiste, l'essere umano ne estrae solo una parte attraverso la sua immaginazione che è la coscienza in azione, Dio in azione, poiché Dio è la Io-essenza dell'Uomo.
Questa selezione avviene attraverso la consapevolezza di essere in un determinato stato dell'essere e può accadere consapevolmente od inconsapevolmente.

Lo stato di coscienza che scegliete, consapevolmente oppure inconsapevolmente, diventa la lente con cui voi interpretate il mondo: non potete "vedere" ciò che non è contenuto nel vostro stato di coscienza.
La differenza sta nel conoscere questo processo ed utilizzarlo intenzionalmente per creare la vostra realtà in maniera intenzionale. Se non lo fate in maniera intenzionale, la vostra realtà si adeguerà allo stato interiore che casualmente avete creato.

Ecco anche spiegato nella Bibbia l'uso della parola 'owlam, derivata da alam, il verbo celare, nascondere, tenere in segreto. Questa cecità spirituale porta l'uomo a giudicare dalle premesse di chi egli è. L' interpretazione del mondo quindi non è causata dal mondo ma dall'attitudine verso di esso e l'esempio del mio precedente articolo lo mostra. La persona che ho citato nel mio articolo precedente non riusciva a "vedere" che l'ostacolo al suo progresso di carriera era esistente solo per lei e non esistente oggettivamente. Soltanto nel momento in cui ha cambiato se stessa, anche la sua interpretazione del mondo si è modificata con un conseguente riflesso all'esterno. È stato quel processo ad eliminare i blocchi alla sua evoluzione professionale.

Come un'impiegata ha trasformato una situazione di lavoro scomoda ed evoluto la sua carriera professionale con l'uso intenzionale della coscienza

Io le dissi che tale esperienza l'avrebbe modificata profondamente perché se siete consapevoli ed attenti a cosa state facendo in voi e con lucidità ed intenzione vi modificate per ottenere un risultato differente da quello che state vivendo, quando quel risultato compare davanti ai vostri occhi, voi non potete più essere uguali a prima! 

Di fatti ella mi racconta ora che si rende ben conto, dopo che le circostanze si sono modificate, che il suo atteggiamento nei confronti di situazioni analoghe è totalmente sovvertito. Ha reazioni differenti, e riconosce ora che quell'ostacolo alla sua carriera professionale era irreale perché di fatti è scomparso. 

Ciò che le suggerii di fare fu di usare la sua immaginazione per spostarsi di stato psicologico, quello è lo strumento con cui voi potete cambiare il sentimento di voi stessi, del vostro 'Io', ed è un'operazione necessaria se volete modificare le circostanze esterne e perché?

Perchè per le circostanze non vi è altra causa se non lo stato dell'essere che incarnate e quello è dovuto al fatto che voi, come ogni essere umano subite una legge immodificabile che è quella della coscienza. Essa dice che:
TUTTA la creazione è in voi e non fuori, e la utilizzate attraverso la vostra consapevolezza.

La legge della coscienza è il vostro potere! È un dominio interiore che di riflesso diventa dominio sul mondo. Si tratta del vostro "Io", del concetto che intrattenete di voi stessi, del vostro Sé.

L'importanza delle reazioni come riflesso dello stato di coscienza

Questa è una riprova molto importante: 
le vostre reazioni sono il metro con cui voi riconoscete lo stato dell'essere che abitate abitualmente. 

Le reazioni vi dicono chi realmente siete. Quando tentate di manifestare qualche desiderio o obiettivo e non riuscite, osservate le vostre reazioni e capirete subito se avete trasformato il vostro stato dell'essere e quindi i motivi per cui la manifestazione dei vostri desideri o obiettivi non sta comparendo.
Non reagireste allo stesso modo se voi foste altro. 

La mia cliente si stava dedicando solo a ciò che non voleva vivere e non a ciò che avrebbe voluto sperimentare. In quel modo restava la persona che non aveva realizzato i suoi obiettivi e le sue reazioni non potevano che essere quelle.

Modificando se stessa attraverso il cambiamento del suo stato interiore:
  • ha risolto una relazione professionale difficile trasformandola in amorevole, 
  • ha realizzato un insieme di desideri che ristagnavano da tempo per via del suo concetto di ostacolo da parte dell'esterno,
  • ha riconosciuto che lei stava generando le sue problematiche.
Biblicamente parlando ella non perdonava, ossia non modificava il suo stato dell'essere in quello della realizzazione e così facendo proiettava nelle circostanze un ostacolo.

È importante notare che anche visualizzando la realizzazione di vari obiettivi, come le avevo suggerito, lei non vedeva risultati, e volete sapere perché? 

Perché non modificava il suo stato di coscienza. Manteneva in essere la problematica. 

Con il concetto che lei intratteneva della collega come scomoda, lei portava nel suo mondo un ostacolo di scomodità. Perchè accade?

Perchè esiste un unico corpo spirituale, la coscienza, che unisce ogni persona e quello che fate ad un altro voi fate a voi stessi. 

La forza del perdono e come opera concretamente nella manifestazione intenzionale

"E quando preghi, perdona, se hai qualcosa contro qualcuno, così che anche tuo Padre che è in cielo possa perdonarti le tue trasgressioni." sta scritto nel vangelo di Marco, ma per comprendere la verità psicologica che giace dietro l'esperienza di questo discepolo voi dovete comprendere prima di tutto il significato della preghiera e poi attraverso la comprensione dell'unità che sottende l'intera umanità voi comprendete perché certi desideri non si realizzano se non perdonate.

La preghiera non è una petizione, non è una richiesta, non è una supplica poiché non esiste nulla fuori dell'essere umano che possa ascoltare quella richiesta in quanto l'essere umano è il dio vivente.

Purtroppo la parola "Dio" evoca la dottrina che è stata impartita all'uomo, ossia quella di un essere esterno ed indipendente. Un dio umanizzato, cioè portato al livello 'basso' della mente umana e non lasciato al suo livello 'elevato' che è quello spirituale. 

Facilmente le persone hanno interiorizza il concetto di dio come un essere che giudica, che decide arbitrariamente e che punisce o premia. Tal volta chiamato con altri nomi, come ad esempio 'universo' da coloro che acclamano una legge chiamata legge dell'attrazione. 

Per taluni trattasi di un dio che ha un piano per ognuno, un destino incognito che non si può intravedere, che bisogna accettare arrendevolmente, ma la Bibbia non dice per nulla tutto ciò.

La Bibbia racconta di un unico destino per l'umanità, che non può fallire, e che si svolge in ogni momento e non solo in un passato remoto per una sola volta nella storia ed è la ricerca di sè e della propria identità spirituale. 

È un destino che non riguarda un solo uomo prescelto bensì ogni uomo (ogni essere umano) e questo destino è identificarsi con Dio, pura coscienza. Tutto ciò che riguarda la fisicità non è stato prestabilito e quindi non sta scritto da nessuna parte! Viene scritto da ogni essere umano attraverso la sua consapevolezza.

C'è solo una legge ed è Dio/coscienza e sta nell'Uomo come Uomo. Quando uso il termine Uomo io intendo l'essere umano, la materializzazione della coscienza in forma umana senza distinzione di sesso.

L'essere umano vede nella Bibbia ciò che egli è. Il suo concetto di se stesso dá vita al suo concetto del divino. In ogni situazione è l'ideale che la persona incarna ad agire per lui. L'essere umano pensa di essere libero ma è sempre assoggettato al suo stato interiore e se non ne è consapevole continua ad agire per compulsione e non deliberatamente.

Il vero potere dell'essere umano è interiore

Ogni uomo forgia la propria esperienza di vita attraverso gli stati dell'essere che sceglie ed essi non sono né giusti né sbagliati. Sono le esperienze di quelle scelte che lo portano a riscoprire la sua natura divina attraverso un piano predeterminato che le scritture illustrano e che non può essere modificato e nemmeno può essere 'gestito' dall'uomo; accade senza preavviso nel suo giusto tempo e non c'è libro, né pratica, né maestro che possa intervenire in ciò.

La travisazione di questo piano spirituale divino è dovuto anche al fatto che le persone che leggono la Bibbia non la sanno interpretare nella sua accezione spirituale.
Il linguaggio biblico originale è un linguaggio orientale, ebraico e greco, ed è antico, basato su simboli, ma generalmente è stato tradotto letteralmente e non nella sua simbologia. 

Non è possibile leggere la Bibbia ed interpretarla letteralmente perché essa è scritta in allegoria e parabola; essa cela una verità psicologica raccontata come se fosse storia e parla della ed alla coscienza, la quale è l'unica realtà. 

La Bibbia non racconta una storia realmente accaduta ma la realtà che la sottende e che è psicologica: l'essere umano è energia che si manifesta. Tale verità accade nell'animo di ogni essere umano in ogni momento e non solo in uno specifico punto della storia dell'umanità. Essa non riguarda un uomo specifico ma L 'Uomo, ogni uomo, maschi e femmine.

L'esperienza che ho mostrato della mia cliente (un'esperienza tra le tante che potrei raccontare) è la concreta esemplificazione che la stessa esperienza biblica si rinnova in ogni essere umano: la redenzione è possibile attraverso il perdono. Il perdono inteso come trasformazione mentale.

Voi siete il potere operante della coscienza attraverso l'uso della vostra interiorità, in cui tutto esiste e dunque tutto è possibile. Questo infinito potere è reale indipendentemente che ci crediate oppure no, perché mai in eterno potrete dividervi dall'intera creazione essendo uno con essa. 

Mai e poi mai potete smettere di immaginare e quindi di utilizzare la coscienza che è l'unica realtà. E quegli atti immaginativi hanno forgiato e continuano a forgiare il vostro mondo, le vostre esperienze fisiche e sempre sarà perchè quel processo è inarrestabile.

Come creare la vostra realtà intenzionalmente

L'applicazione pratica delle nozioni che vi ho spiegato sin qui, è accorgervi che i vostri atti immaginativi modellano la vostra vita. Come ve ne accorgete?

Andando a ritracciare il legame tra ciò che vivete e ciò che avete immaginato e state immaginando.
Rendervene conto vi aiuta sia ad individuare il vostro potere interiore che a realizzare con certezza ciò che desiderate realizzare.

L'essere umano (quindi anche voi) non è solo il soggetto che formula la preghiera ma è anche quello che la garantisce o meno. 
Il Padre delle scritture è l'Io sono', la consapevolezza umana. Vi rendete subito conto che si tratta di una questione psicologica e non di un essere esterno, tanto meno un universo, che vi dovrebbe o potrebbe ascoltare. 

L'unico creatore che deve ascoltare le vostre preghiere è già in voi, come vostra interiorità. È questa mancanza di comprensione l'unico ostacolo alla realizzazione dei vostri desideri. 
Se state attendendo che un dio esterno o un universo o qualsiasi altro essere, vi ascolti ed esaudisca le vostre preghiere, voi state realmente attendendo in vano e perchè?

Perché in quel modo di essere di attesa, voi vestite lo stato interiore di chi non crede di avere ricevuto i propri desideri quindi non ve li state garantendo. In voi nascono e finiscono i compimenti delle vostre preghiere.

Il metodo pratico per usare il perdono nella sua funzione trasformativa

Il perdono è un concetto fondamentale e molto importante nella comprensione di come funziona la coscienza e del suo infinito potere nella trasformazione della vostra vita, in quanto ha a che fare con il vostro modo di essere, il quale è la causa di cosa vivete. 

Diventa importante afferrare che il perdono è il biblico pentimento, ossia una modifica di attitudine della vostra mente, come l'esempio che ho riportato mostra. Perciò parlo molto spesso del perdono perché ha una grande valenza ed effetti miracolosi, è il famoso e poco compreso luogo di nascita dell 'Agnello di Dio' che toglie i peccati del mondo di cui parlerò in altro articolo per non allungare ulteriormente questo.

Nella pratica dunque come usare il perdono per garantirvi il compimento dei vostri desideri? 

Perdonare non è pronunciare la frase 'Io ti perdono', quella è l'arroganza di sentirsi superiori a chi si pensa sia inferiore perchè ha commesso un atto da perdonare. Quando invece ha fatto solo la vostra volontà testimoniando i vostri atti immaginativi e se rileggete l'esperienza che vi ho mostrato potete rendervene conto.

Nella storia di questa cliente, chi doveva essere perdonato: la mia cliente che pensava che la collega fosse un ostacolo alla sua evoluzione professionale, oppure la collega che agiva da ostacolo perché lei la pensava tale? La risposta è arrivata dall'esperienza trasformativa.

Dopo un cambio di attitudine da parte della mia cliente, la sua collega ha smesso di essere un ostacolo.
Il perdono è stato dunque verso se stessa e non verso la collega, ed è avvenuto con una trasformazione della sua attitudine verso la collega.

Leggete cosa la mia cliente mi ha testimoniato: 

"Ciao cara, ti aggiorno, sto applicando tutto l'amore che ho non solo alla mia collega che è già cambiata totalmente, ma in tutto ciò che faccio e a tutte le persone con cui interagisco ed è fantastico!! 
Mi hanno richiamato per la formazione in azienda subito dopo che ho iniziato a lavorarci
Quindi prox progetto ridurre presenza in negozio, fare consulenze, formazione, nascita mio centro...".

Non è meraviglioso! Questo significa "essere operatori della parola e non meri uditori", ossia mettere in pratica cosa si ascolta sulla valenza della Bibbia nella trasformazione personale, altrimenti tutta questa teoria resta inoperante senza intervento umano.

Perdonare dunque è riconoscere la vostra propria responsabilità nell'avere immaginato cosa state sperimentando nelle circostanze, per poi dedicarvi ad incarnare l'opposto di cosa siete, quello è il 'porgi loro l'altra guancia'. L'immaginazione è lo strumento con cui voi potete portare a compimento tale processo.

Provatelo in prima persona con questo semplice esercizio:

Immaginate mentalmente davanti a voi la persona che pensate sia un nemico o un ostacolo ed abbracciatela. Ditele che le volete bene. Provate il sentimento opposto al rancore ed al risentimento. Nella vostra immaginazione nessuno vi vede. 

Voi riscontrate che avete avuto successo in tale pratica se incontrando la persona o pensando a lei non provate più rancore ma provate amore nei suoi confronti. Perseverate finchè ci riuscite ed in quel momento sarete rinati ad un nuovo stato di coscienza, uno amorevole, e quello porterà i suoi benevoli frutti nel vostro mondo. 

Provate! Ed anche voi sperimenterete ciò che la mia cliente ha vissuto perché quello è il modo con cui l'esterno prende vita perciò non può fallire.

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Ti auguro il successo che desideri,
Iolanda


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"Piuttosto siate operatori della parola, e non solo uditori, ingannando il vostro proprio sè."
(Giovanni 1:22)

"Prega tu ora, dimentica e perdona."
(W. Shakespeare, 'Re Lear')


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Commenti

  1. Anonimo7/1/17

    Bellissimo articolo! Grazie !
    Come possiamo fare per perdonare noi stessi completamente? Come si può fare per eliminare definitivamente quei sensi di colpa radicati nell'inconscio che ci trasciniamo da tutta la vita, spesso a causa di una rigida educazione? Cioè quando, al contrario di come hai scritto, ci si sente a prescindere sempre inferiori rispetto all'altro e ci aspettiamo il suo perdono anche se non abbiamo fatto nulla di male, cioè ci sentiamo in colpa solo per il fatto che esistiamo. Quindi: come si può amare veramente se stessi e avere un'amabile idea di sé? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Lettore o Lettrice, grazie per la lettura del mio articolo e per il tuo commento.
      Il mio suggerimento è di rileggere il mio articolo. Sempre io suggerisco di rileggere più volte ciò che scrivo e di entrare in meditazione subito dopo, perché altrimenti il senso può sfuggire in quanto non ascolti il tuo sé che sempre ti parla. Io non ho scritto di superiorità verso l'altro, io ho scritto del perdono come cambiamento di attitudine mentale, è una modifica di se stessi, ecco un passo del testo: "Perdonare dunque è riconoscere la propria responsabilità nell'avere immaginato cosa si sta sperimentando nelle circostanze, per poi dedicarsi ad incarnare l'opposto di cosa si è, quello è il 'porgi loro l'altra guancia'. L'immaginazione è lo strumento con cui voi potete portare a compimento tale processo."
      Biasimare gli altri per la propria infelicitá e mancanza di amor proprio e del proprio sentimento di inferiorità e dei propri sensi di colpa, è negare la propria responsabilità che si sta scegliendo di essere infelici e di non amare se stessi e la propria vita. La rigida educazione ricevuta è un alibi poiché da adulti si può scegliere per se stessi. E non c'è nulla di 'inconscio' perché se osservi bene, quello che credi 'radicato nell'inconscio' l'hai ben descritto e quella descrizione è uno stato psicologico accettato e niente altro. Tu (se l'esempio ti riguarda, lo ipotizzo) SEI quella persona che descrivi e questo è tua responsabilità, e resti tale fino a quando decidi di ESSERE differente, questa decisione è sempre tua. Il mio suggerimento è di non restare attaccato/a a quella storia, smetti di definirti in quel modo, questo è il perdono verso di sé, è un cambiamento di attitudine mentale. L' ideale che hai di te esiste solo nella tua mente! DA ORA IN POI CAMBIALO e come ho scritto sopra 'dedicati all'opposto' di ciò che stai immaginando di essere.

      Non restate ancorati ai fatti se non vi piacciono, non identificatevi con la vostra storia se vi crea sofferenza perché quello che mettete nella vostra immaginazione resta nella vostra vita, il fuori è SEMPRE una copia del vostro dentro, la soluzione è di sostituire gli atti immaginativi indesiderati con ciò che volete vivere, con l'ideale che volete essere. Focalizzatevi su un nuovo ideale e contemplandolo voi lo fate vostro! Quella è la 'Via'. Ciò che è indesiderato sparisce per mancanza di attenzione perché l'attenzione è vita! Ponete la vostra attenzione sul nuovo scenario che volete vivere ed il fuori si adeguerà.

      Se leggerai i prossimi articoli troverai maggiori spunti che qui nella risposta ad un commento non possono essere contenuti per via dello spazio limitato.

      Un abbraccio

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    2. Anonimo11/1/17

      Grazie mille per le tue parole Yoyo. La tua risposta è stata molto utile e la rileggerò più volte insieme all'articolo. Non vedo l'ora di leggere i prossimi.
      Un abbraccio

      Elimina

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