DA UN CORSO LINGUISTICO ALLE RIFLESSIONI SUL SE'
Girovagando in internet per cercare alcuni testi, mi sono imbattuta in un video-corso per l'apprendimento dell'inglese concepito da persone di madrelingua spagnola, incuriosita l'ho acquistato e guardato. Al di là del corso di lingua, sono stata colpita da due frasi perchè mi hanno suscitato delle riflessioni. La prima, il motto del corso, tradotta in italiano dice: 'Apprendiamo, un'opportunità per superarci', mentre la seconda frase è
dell'insegnante di inglese che rassicura gli alunni che temono che la nuova pronuncia sia 'difficile' proponendo: 'non è difficile, è solo differente'. Le esortazioni ad un'espansione di coscienza possono essere colte in ogni situazione, ed a me è piaciuto inquadrare tali frasi in un contesto più ampio. Cosicchè possiamo usare la prima frase come un'esortazione ad apprendere nell'intento di superare noi stessi in ogni situazione e c'è motivazione a questo. Essendo il mondo sempre riflesso della nostra consapevolezza, il modo per potere trascendere la condizione presente è espandere i propri limiti interiori, quelli che noi stessi creiamo, questo può avvenire soltanto quando ci addentriamo oltre, nell'incarnazione di ideali che oltrepassano quei limiti. Fondamentalmente ciò è il concetto che fa da sfondo alla Bibbia, ossia conseguire conoscenza per liberare se stessi. La scienza della mente, intesa come filosofia da mettere in pratica, è a questo scopo che tende, e la Bibbia è un testo scientifico basilare in tal senso, sebbene non l'unico, vi sono altre scritture, considerate più o meno sacre, nonché anche altra varia letteratura, a considerare il principio che la Bibbia in una fantastica allegoria narra, ragione per la quale è però anche fraintesa ed interpretata non nel suo significato intrinseco ma nell'apparente letterale.
dell'insegnante di inglese che rassicura gli alunni che temono che la nuova pronuncia sia 'difficile' proponendo: 'non è difficile, è solo differente'. Le esortazioni ad un'espansione di coscienza possono essere colte in ogni situazione, ed a me è piaciuto inquadrare tali frasi in un contesto più ampio. Cosicchè possiamo usare la prima frase come un'esortazione ad apprendere nell'intento di superare noi stessi in ogni situazione e c'è motivazione a questo. Essendo il mondo sempre riflesso della nostra consapevolezza, il modo per potere trascendere la condizione presente è espandere i propri limiti interiori, quelli che noi stessi creiamo, questo può avvenire soltanto quando ci addentriamo oltre, nell'incarnazione di ideali che oltrepassano quei limiti. Fondamentalmente ciò è il concetto che fa da sfondo alla Bibbia, ossia conseguire conoscenza per liberare se stessi. La scienza della mente, intesa come filosofia da mettere in pratica, è a questo scopo che tende, e la Bibbia è un testo scientifico basilare in tal senso, sebbene non l'unico, vi sono altre scritture, considerate più o meno sacre, nonché anche altra varia letteratura, a considerare il principio che la Bibbia in una fantastica allegoria narra, ragione per la quale è però anche fraintesa ed interpretata non nel suo significato intrinseco ma nell'apparente letterale.
La conoscenza di se stessi è ciò che ha permesso e sempre permetterà ad ogni uomo di scoprire e comprendere le sue potenzialità debellando il concetto di limite ed abbracciando quello di libertà. Il pensiero è una forza creativa per sua propria natura ma bisogna comprenderlo per entrarne in consapevole possesso e dirigerlo con successo verso i propri obiettivi. Chiudersi alla necessità di questa conoscenza non permette alla vita in noi stessi di fare il suo benevole corso, ossia evolversi facendoci evolvere. Espandersi è la natura della vita e non c'è limite all'espansione, vi è limite solo alla contrazione, per cui ogni uomo, avvalendosi di questa interiore possibilità di espansione, può raggiungere livelli infiniti di comprensione di sè. La ragione è che la vita è potere infinito che non possiede limitazioni né gradi di presenza o funzionamento, ed è attiva costantemente con un unico scopo: fluire espandendosi nelle sue infinite manifestazioni. Se l'uomo si rende consapevole della caratteristica di questo potere in lui stesso, comprende implicitamente che esso è sotto il suo controllo, e che apprendendone il meccanismo di manifestazione può evitare di limitarlo e sfruttarne la natura creativa ed armoniosa. Questa non è un'operazione ardua da compiersi, anzi richiede il minor sforzo possibile che è appunto la caratteristica intrinseca della vita nella sua funzione, le sue manifestazioni non richiedono impegno, tutto sta nell'attitudine dell'uomo verso la vita, impostando questo suo atteggiamento su un concetto 'differente' e non 'difficile'. Ecco che il senso della frase che il predetto insegnante di inglese ha usato per l'apprendimento di una lingua straniera, può essere applicato proficuamente nel sostenere un pensiero fondamentale nell'unico ambito di interesse dell'uomo: il significato della sua vita. 'Difficile' è un termine che limita è ovvio ma fondamentalmente non ha ragione di esistere, esso presuppone che non vi siano le possibilità per raggiungere qualcosa ma oggettivamente ciò dimostra solo la miopia mentale della persona che intrattiene tale opinione, di fatti alla luce di una miglior comprensione di se stessi, l'uomo può operare in ogni campo senza difficoltà in quanto egli stesso è vita e nella vita non esiste il concetto di limite, tanto meno il concetto di difficoltà. Quando nella storia evolutiva sono sorte quelle che ai nostri occhi potrebbero sembrare delle difficoltà, ecco che la natura ha provveduto a trovare le soluzioni, ma il concetto qui deve essere spiegato meglio e bene interpretato per non cadere nella contraddizione. Non è stata la necessità di trovare delle soluzioni alle difficoltà che ha portato la vita ad evolvere, bensì è stato l'operare di una legge intrinseca della vita che è la salvaguardia della vita stessa ad entrare in gioco per permettere il naturale fluire della vita e la conseguente evoluzione. Non potrebbe esserci espansione nella vita se non fosse contemplata la sua continuità ed essa è assicurata dal fatto che la vita è eterna, quindi la vita non può fare altro che espandersi possedendo in sé la capacità di salvaguardare se stessa implicitamente. Esiste solo nell'uomo il concetto di termine della vita o addirittura di distruzione della vita. Come semplice esempio si pensi ai parassiti di una pianta in un vaso posto su un tavolo, se la pianta non curata appassisce essi avranno necessità di volare via e la vita provvede a dar loro delle ali, e questo è un esempio che non solo sottolinea la natura della vita di essere sempre attenta affinchè la vita venga preservata, ma rende chiaro anche un altro concetto. Nel mondo animale e vegetale esiste un permanente livello di ciò che noi umanamente chiamiamo fede, non è un pensiero espresso bensì uno stato di fatto, osservarlo rende chiaro all'uomo quanto il suo concetto di fede nella vita sia limitato e le sue paure siano infondate. La vita non può perdere la sua natura vitale, fatto tacitamente 'compreso' (mi si passi il termine) nel mondo animale e vegetale dove tutto fluisce regolato da un ciclo armonioso di vita che mai cessa per mancanza di intervento del pensiero. Quindi l'uomo non può perdere il beneficio di godere della sua natura poiché la sua natura è vita, salvo che non interferisca col pensiero a limitarla.
Solo attraverso l'osservazione e la conoscenza di sè ci si può affrancare dalle limitazioni perchè siamo noi stessi a costruirle, da questa comprensione si può procedere ad edificare una vita libera, piena e ricca, raggiungendo i propri obiettivi in modo armonioso e senza sforzo. Alla base di ciò giace un unico concetto, senza cui nulla è mai potuto esistere e mai potrà nascere, procedere e svilupparsi né sul piano mentale né sul piano fisico, ed è che la vita sta in principio. Gli si può dare vari nomi, Dio, energia, universo, grande spirito o altro ma ciò che unicamente sottintende a questi appellativi è la vita, l'unica sorgente di tutto, l'Uno che precede ogni cosa ed in cui tutto esiste incluso l'uomo. Questa sostanza, non nel senso di materia, sta nell'uomo ed insieme a lei vi è l'implicito infinito potere creativo, pertanto la sua presenza nell'uomo implica che egli è già libero ma solo tale scoperta gli può permettere di entrare nella relativa coscienza e tradurre in termini pratici questa conoscenza.
Commenti
Posta un commento
I commenti sono moderati e non appaiono immediatamente.
Comments are moderated, they do not appear immediately.